Ricerca

Categorie

Tag

Archivi


« | Main | »

Decreto Romani, censura del web o garanzia sui contenuti?

By Francesca Oliva | febbraio 3, 2010

> Guarda il servizio dal Tg delle 13.30

Bavaglio alla rete, internet trattata come una grande televisione, blogger in pericolo e con loro tutta la libertà di parola…

Sono soltanto alcune delle accuse che animano il dibattito sul decreto Romani per la regolamentazione in materia di rete, che recepisce la nuova direttiva europea sull’audiovisivo.

Sferzante anche il commento del presidente dell’Agcom: “E’ un filtro burocratico a priori“. Non è così, risponde il governo: chi opera sul web rimane libero come prima. nel mirino, invece, quelli che distribuiscono contenuti editoriali non originali facendone un uso commerciale. come spesso succede su piattaforme come YouTube o nelle web tv private. Nel servizio le dichiarazioni di Corrado Calabrò,  presidente Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e Paolo Romani, viceministro delle Comunicazioni.

Giovedì il decreto avra’ il parere delle commissioni parlamentari competenti. intanto, in rete la discussione resta aperta.

Comments

comments

Topics: MEDIA, MONDO IN RETE, POLITICA 2.0, TG1 LIVE!, YOUTUBE | 4 Comments »

4 risposte per “Decreto Romani, censura del web o garanzia sui contenuti?”

  1. Alessio Centazzo scrive:
    febbraio 17th, 2010 alle 16:52

    Tanto per cominciare il telegiornale da un paio di giorni non e’ piu’ accessibile dall’estero :-(

  2. Emanuel scrive:
    febbraio 26th, 2010 alle 16:19

    Io propendo per la censura. Si tratta dell’unico caso nel mondo occidentale. dunque, secondo questo principio, il colpevole di un omicidio sarà il produttore di armi (o attrezzi da cucina se l’assassinio si è consumato all’arma bianca), il responsabile di incidente stradale sarà il gestore della strada, ecc ecc.
    D’altra parte il nostro governo-Mediaset è in battaglia con Google da e Youtube per motivi ben più prosaici di quelli della protezione dei più deboli.
    Invece non parlerei di censura ma di mistificazione volontaria e deliberata dei fatti riguardo lo splendido servizio della vs testata riguardo il caso Mills. Siete riusciti a far passare una prescrizione in una assoluzione. Se continuate così vi rimarrà solo Youtube dove pubblicare il vostro misero lavoro!

  3. guasone luciano scrive:
    giugno 24th, 2010 alle 23:38

    Mi volete spiegare perché il telegiornale non é più accessibile dall’estero, ma non avete vergogna vergogna.

  4. Massimo scrive:
    luglio 3rd, 2010 alle 13:48

    La cosa alquanto bizzarra, è l’uso strumentale che della rete stanno facendo i TG ed il TG1 in primis. Delizia per le cose senza valore, croce per la vera informazione. E’ diventato SACRO l’umore dei facenti parte i social network. A immagine e somiglianza del partito del padrone dell’informazione e disinformazione italiana è stato coniato il termine “popolo della rete”, se non è così è abbastanza strana l’assonanza. Di colpo facebook ed i suoi gruppi sono diventati il termometro della libertà di informazione, di pensiero o di gestire il sostegno ad una corrente politica di governo. Parlate spesso, “del popolo della rete” per avvalorare lo sdegno o il supporto portando all’evidenza i gruppi creati su FB e il numero degli iscritti, come se contassero veramente e cose se facendo questo vi preoccupaste prima di SPIEGARE come funzionano certi plebisciti mediatici. La gente si iscrive ad un gruppo, cliccando un pulsante. Nella maggior parte dei casi se non sempre, lo fa sull’onda emozionale di un accadimento e non partecipa piu’ attivamente all’approfondimento del tema o semplicemente al prendere visione leggendo delle altrui idee e del perchè ci si è appassionati a quella causa. Quando addirittura non ci sia la frode, ossia il cambio improvviso degli intenti del “gruppo” spostandoli all’esatto contrario, come spesso è accaduto con quelli contro il Premier e la sua Falange. Questa sarebbe l’informazione che propinate nei TG, in quasi tutti i TG. Per fortuna alcuni ancora prendono le distanze da questo che non è un fenomeno realistico, ma un fenomeno costruito ad arte e gestito meglio ancora da giornalisti privi di professionalità che si assoggettano alle mode e ai neologismi mediatici. Se questa è l’informazione che ci fornite, pagando noi il canone, forse sono contento di vedervi mettere il bavaglio….AH NO! purtroppo è per la VERA cronaca che ve lo mettono, quindi noi non lo avrete e continuerete a propinarci amenità costruite su dati inesistenti…per fortuna che si può gestire liberamente (per ora) l’espressione personale su canali liberi o quasi da censura. E tramite quei canali sapere come funziona la realtà distante anche solo 200 km da me, che voi cercate di sovvertire o assoggettare ai giochi di chi vi mette in testa che la notizia deve essere filtrata e gestita per non nuocere all’immagine di chi sapete voi.
    Auguri di cuore per il proseguio del Vs lavoro, si perchè se per caso un giorno vi metterete una mano sulla coscienza vi ritroverete a dover dimettervi dalla posizione che con tanto “lavoro” avete conquistato, sapendo che altrove il Vs “prezioso” contributo, non serve. E quindi per voi…lunga a Minzolini e al Premier.

Commenti